Buonas dias amigos!

Buondì a tutti cari!
Se il buon giorno si vede dal mattino…forse stamattina era meglio rimanere a letto!!!
Ci ho anche provato…al posto di svegliarmi con la sveglia alle 8.00….ho aperto gli occhietti assonnati ale 9.00!!! Per poi correre per prepararmi, tornare indietro 2 volte a controllare ogni cosa…ho chiuso la porta di casa, ho ancora le chiavi, e la testa?!?! Dove l’ho messa??? Che fatica!
Comunque non mi posso certo lamentare, dopo una colazione guduriosa a base ZUCCHERONI, gentilmente concessi dalla mia dolce metà, che, tra parentesi, è anche padrone del cagnotto di ieri…
Cosa sono gli zuccheroni???! Come, non lo sapete???
Mmm… allora nella mia grande esperienza (è la prima volta che li mangio!) sono specialità tipiche della zona bolognese/modenese collina (pregasi alle persone informate rettificare eventuali informazioni errate), a forma di mega ciambelloni (le ciambelle di Homer Simpson gli fanno un baffo!) con la pasta molto simile a quella dei bignè e ricoperti di glassa di zucchero!
Sono molto buoni, se vi capita di assaggiarli, ma anche una bomba calorica di prima categoria!!!Alla faccia della fantomatica linea…in fondo mangiare è uno dei piaceri della vita!
E adesso, seduta in ufficio a produrre, credo di aver ritrovato la bussola!!!Pronta, circa, a lavorare, con qualche fuga qui….
A dopo ragazzi,
ciao ciao!



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Combatto tutti i giorni perchè questa visione limpida rimanga nelle mie corde, come se lo sguardo fosse sempre quello di un bambino, come un suono puro.

5 Comments Lascia un commento

  1. CIAO, DA MONTANARO E BUON GUSTAIO QUALE CREDO DI ESSERE MANDO UNA NOTA SULGLI ZUCCHERINI O ZUCCHERONI ( A SECONDA DELLE DIMENSIONI) MONTANARI.

    Gli zuccherini montanari sono dolcetti di pasta speciale con semi di anice e dorati con zucchero.
    Sono dolci tipici dell’Appennino bolognese e modenese, che si preparavano anticamente in occasione dei giorni di festa. Nella versione originale questi dolci, a forma all’incirca di un rocchetto di filo abbastanza grandino, cotti nel forno a legna, sono duri come sassi.
    Ne esiste una versione, molto più piccola, a forma di anellino, molto friabili e senza glassatura. Da noi c’è la particolare usanza da parte degli sposi di metterli spesso nelle bomboniere al posto dei confetti.
    In questa versione, invece, gli zuccherini risultano croccanti, ma non eccessivamente duri. Sono abbastanza veloci da fare, l’unica cosa un po’ brigosa è la glassatura finale.

    Un grosso pregio di questo ottimo dolce è la lunga conservazione.

    Non vi è venuta l’acquolina?!?!?!?
    Beh proviamo a farli….

    Ingredienti
    500 g di farina
    200 g di zucchero
    3 uova
    1 bustina di lievito per dolci (o di cremor tartaro)
    80 g di olio di semi di girasole
    10 g di latte intero fresco
    6 g di semi di anice (2 cucchiaini)
    1 pizzico di sale
    baccello di vaniglia (opzionale)
    Per la glassatura:
    300 g di zucchero semolato
    150 g di liquore all’anice (anisetta o sassolino)
    30 g di farina 00 (1 cucchiaio e ½)

    Si mescolano in una ciotola abbastanza grande le uova con lo zucchero, montando leggermente il composto con una frusta. Si aggiunge la farina ben setacciata, l’olio di semi di girasole, il latte, i semi di anice, un pizzico di sale, una bustina di lievito chimico (io uso cremor tartaro, dose per mezzo chilo) e volendo l’interno di un baccello di vaniglia. Si lavora con un cucchiaio di legno fino a che il composto è omogeneo.
    L’impasto, a piccoli pezzi, si arrotola con le mani ben infarinate su un tagliere, formando un budellino di circa mezzo cm di diametro, che si taglia ad una lunghezza di 10-12 cm e si arrotola a ciambellina. Le ciambelline si mettono su una teglia ricoperta di carta da forno, un po’ distanti tra loro, perché con la cottura si gonfiano. Si cuociono per circa 15 min nel forno preriscaldato a 170°C, poi si fanno raffreddare bene.
    Per la glassatura si stemperano in una padella molto grande (se non è molto grande si dividono le dosi e si glassano le ciambelline in più riprese) lo zucchero semolato con il liquore all’anice e la farina.
    Si mette la padella sul fuoco e si fa scaldare finché tutta la superficie non comincia a fare abbondanti bollicine (metodo empirico per poter fare a meno di un termometro), a questo punto si immergono gli zuccherini, agitando la padella e mescolando delicatamente con un cucchiaio di legno perché la glassa ricopra uniformemente gli zuccherini. Si continua finché la glassa non viene tutta assorbita, poi si tolgono dalla padella gli zuccherini e si mettono ad asciugare su un foglio di carta da forno, distanti tra loro e rigirandoli ogni tanto. Meglio non consumarli subito, ma dal giorno successivo, quando la glassa si è indurita per bene. Si possono conservare anche fino a 20 giorni dentro una scatola di latta.

    ALLORA CHE NE DITE?
    SLURP SLURP!!!!!

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