La nebbia d’autunno

Il 9 novembre dello scorso anno, tornando per i monti di Bologna dalla soleggiata Toscana e per infine giungere alla mia Romagna, in seguito ad una faticosa trasferta di lavoro, mi ero come solito imbattuta nelle interminabili file dell’autostrada nel tratto appenninico dell’A1.
Memore di ricordi passati a lavorare su quei monti mi ero lasciata affascinare dall’avventura delle strade statali, più lunghe, strette, ma ricche di colori e di sorprese, soprattutto in quella zona dell’Appennino. Era il tramonto, l’imbrunire giungeva in fretta, mentre la fila di macchine incolonnate si allontanava ed io, insieme ad altri temerari, affrontavo la tortuosità intrinseca della montagna.
La stanchezza si era accumulata, a causa delle lunghe ore alla guida e la voce mancava, dopo diverse sessioni di lezioni a discenti adulti, tutto fuorché disciplinati, che avevano impegnato anche i toni più alti della mia voce.
La mia compagnia era il cellulare, Orso mi parlava della sua giornata e mi seguiva da lontano con le sue parole. Tutto d’un tratto il sole si era abbassato dietro ai monti, il freddo creava livelli di aria e respiro e la nebbia pesante, incurante dei pochi sguardi stanchi sulla sua strada, aveva fatto bella mostra di sé, accovacciata tra i monti come acqua nel suo rivo…
Gli occupanti infreddoliti delle auto di passaggio, come me, rallentando per vedere la meraviglia, avevano cercato di coglierne una goccia di magia…prima di entrare dentro quel muro etereo di acqua e vapore.


E’ tornato l’autunno anche quest’anno e a breve le nebbie scorteranno molti di noi, nelle mattine opache e nelle sere grigie della Pianura Padana.

A voi e a quelli che incontreranno la cenerina Signora, a voi tutti mostro queste foto rubate, in modo che riusciate a vedere anche se immersi nel plumbeo cielo, la seduzione della nebbia d’autunno.

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Combatto tutti i giorni perchè questa visione limpida rimanga nelle mie corde, come se lo sguardo fosse sempre quello di un bambino, come un suono puro.

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