Divina Commedia ad ampio raggio

“Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita.Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura!Tant’è amara che poco è più morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte. Io non so ben ridir com’i’ v’intrai,tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai…”

L’inizio della Divina Commedia, sempre mi ha affascinato. E la sua continuazione, fino al Ritorno, dal Paradiso è magnificamente attuale e completa anche nel ventunesimo secolo. Anche se le allegorie sono un pò forti…indubbiamente ;)!

Devo ammettere però che la parte che mi piace di più è l’Inferno...
Ci pensate a quante volte ci si perde senza sapere più come tornare e solo la voglia di farlo e uno scopo fondamentale può mostrarci la via? E, come dice il Dante, ci sono pericoli ben più gravi della paura sul percorso da seguire e nel contempo, pensieri ed azioni non ancora trattati da considerare.

La Divina Commedia mi è venuta in mente oggi così di improvviso, l’inizio, il percorso e
coi suoi gironi e i suoi cieli, la conclusione, ed il ritorno di Dante a se stesso sulla terra.
E’ interessante pensare che la vita presenti davanti a noi tante vie da scegliere!
E’ inquetante e ragionevole pensare che le nostre azioni portino sempre a reazione conseguenti.
E’ bello notare come il poeta, nel suo pellegrinare, avesse comunque scelto di avere sempre a fianco una guida.

Certo Dante era davvero un bel pò avanti, un precursore del suo tempo!

Chissà però che avrebbe scritto se al posto di raccontare del 1300 avesse provato a predisporre il tutto nel 2006!

“…Qual è ‘l geomètra che tutto s’affige per misurar lo cerchio, e non ritrova, pensando, quel principio ond’ elli indige,tal era io a quella vista nova: veder voleva come si convenne l’imago al cerchio e come vi s’indova; ma non eran da ciò le proprie penne: se non che la mia mente fu percossa da un fulgore in che sua voglia venne. A l’alta fantasia qui mancò possa; ma già volgeva il mio disio e ‘l velle, sì come rota ch’igualmente è mossa, l’amor che move il sole e l’altre stelle.”

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Combatto tutti i giorni perchè questa visione limpida rimanga nelle mie corde, come se lo sguardo fosse sempre quello di un bambino, come un suono puro.

11 Comments Lascia un commento

  1. Morgan…il Paradiso..ma sarà davvero così divino? 🙂

    Hertz…sì, potrebbe far concorrenza a Beppe Grillo! 😉

    Ape…il famoso Caronte con il suo barchino :D!

    Sonia…se potessi scegliere preferirei evitare il purgatorio…come sai la pazienza non è il mio forte!;)

    Carmen…Direi che tra i temi dell’inferno anche a me il Conte Ugolino ha colpito molto…insieme con l’immagine di lucifero alla fine degli inferi!
    🙂

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  2. Dottore, mi intristisce sentirti così nero…ma piuttosto che dire che siamo tutti già morti e l’Inferno è dove ci troviamo direi che siamo tutti già morti se ci lasciamo morire dentro e, in quel momento, troviamo l’inferno sulla nostra strada terrena!

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  3. In realtà, quella sensazione di deja vu è un bug del sistema…..non siamo all’infermo, ma dentro MATRIX!!

    E adesso scegliete: PILLOLA AZZURRA, fine della storia, domani vi sveglierete in camera vostra e crederete a quello che vorrete.
    PILLOLA ROSSA, restate nel paese delle meraviglie e vedrete quanto è profonda la tana del Bianconiglio….

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