Identità…

A casa di Orso sto leggendo un libro che si chiama “Che animale sei? Storia di una pennuta“.
E’ una favola che racconta il crescere di una piccola anitra che non sa chi è. Perchè …”quando uno nasce, non sa chi è. E se non c’è nessuno che glielo dice, la vita diventa una bella complicazione…”.
Nel corso della vita sono stata definita in tanti modi dalle persone al mio fianco…cavallino impaziente, tenera bambolina, evidenziatore colorato, dea dell’imperfezione, stellina, pentolina a pressione, carrarmato con i ricci, piccola cucciola, mascherina, donna del mondo ideale…
Ma che animale sono, IO?
Ci vuole tempo per crescere e da soli ritrovare la propria vera identità.
Ci vuole tanta fiducia in se stessi e un grande desiderio di ricerca.
Ci vuole onestà. Ci vuole accettazione.
Ora so che probabilmente sono più papera che cigno, più coperta di lana a patchwork che copriletto di seta, più girasole che rosa.
Ma so che il cigno non è più simpatico di una papera, che la seta non scalda più della lana, che la rosa non è più importante del girasole…
Ho imparato ad accettare i miei difetti e a evidenziare le mie capacità, sono cresciuta piacendomi per quella che sono senza nascondere al mondo il mio carattere e la mia colorata identità.
La vita mi ha insegnato che la verità non è vendibile nè modificabile. Che la semplicità è un dono insostituibile.
Cresceranno ancora le mie definizioni…sarò luce ed ombra, pianto e sorriso, nome e assenza di nome. Sarò donna e occhi, corpo e respiro.
Ma il mio sentiero del bosco alla ricerca della strada di casa è oramai concluso, non mi serviranno più le molliche di pane per orientarmi, anche se saranno utili per saziarmi quando avrò un pò più fame.
Mai più giudizio, sempre più un consiglio.
Già la mia necessità non è di tanti UNO che mi indichino chi sono, ma piuttosto di un TANTI che mi accompagni con affetto lungo il cammino.
Per condividere la strada, le briciole e la fatica. Per non perdersi e per essere più ricchi di quello che tutti cerchiamo. Di COMPAGNI, di AMICI.

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Combatto tutti i giorni perchè questa visione limpida rimanga nelle mie corde, come se lo sguardo fosse sempre quello di un bambino, come un suono puro.

14 Comments Lascia un commento

  1. mhhhh…interessante! Qui per la “storia di una pennuta” interesserebbe al nostro amico ken! ;O)

    Che bel post! In tutte le cose ci vuole il suo tempo per farle crescere e maturare!
    Un altro ingrediente che dovrebbe andare per la maggiore è sicuramente l’umiltà!

    Una giornata piena di sole!

    P.S: ho visto che i commenti per inserire il video su you tube sono andate per la maggiore ;o)
    bene bene!

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  2. io mi sa che a volte sono una pollastra a volte una gatta, ho imparato a conoscermi, ho imparato i miei limiti, ho soprattutto imparato a volermi bene, non posso piacere a tutti ma a molti piaccio, e ci sono molte persone che sento vicine anche se non le conosco o le conosco solo attraverso un blog, mi ci affeziono e sento il loro affetto e il loro calore, e spero che loro sentano il mio.
    un grande abbraccio da una virtualamica

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  3. deve essere interessante come libro! quando avrò tempo cercherò di leggerlo … io avevo inziato a leggere ” Ti amerò per sempre. La scienza dell’amore” di Piero Angela, me l’ha regalato un carissimo amico all’inzio ero molto molto dubbiosa pensavo che fosse una stronzata … ma ti dirò mi piace… ora purtroppo sono troppo stanca per leggere ma spero di aver presto tempo!
    un bacio e un abbraccio
    Mary

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  4. Sonia… ;)…
    Io credo che l’umiltà non sia sempre intrinseca in noi, ma che si debba imparare… 😀
    Ps…le scimmiette sono moooolto simpatiche! 😛

    Zefi…per quanto mi riguarda il calore si sente cara virtualamica! 🙂

    Viola…alla fine lo capirai anche tu che sei…i brutti anatroccoli cambiano, crescono, diventano cigni o papere o altro, ma nelle loro caratteristiche sono belli proprio perchè sono così, non credi? 😉

    Mary…quando avrai tempo leggilo…è davvero molto semplice, ma tenero! 🙂

    Duss…grazie caro, sarà che in me l’artificiosità non calza per nulla…forse mi è più facile…E tu, dicci, hai già percorso il bosco seguendo le bricioline?

    Un abbraccio caldo dei colori autunnali a tutti! 😀

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  5. Ci provo sempre ad uscire dal bosco seguendo le briccioline …ma va a finire che me le mangio! 🙂

    A parte gli scherzi, è un lungo periodo che sto facendo lo stesso lavoro che decrivi tu su me stesso! La cosa mi piace, mi riscopro sempre nuovo ogni volta!

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  6. Gidi…interessante articolo…Sai forse perchè non sarò mai sola? Perchè ho smesso, di sentirmi sola :D.

    Duss…Ti dico il mio parere. Secondo me la ricerca è tanto difficile perchè ci viene naturale conformarci con i parametri richiesti dalla società. Dimenticando che la società la facciamo anche noi. 😉 Ps. quando arrivi faccelo sapere…organizziamo un banchetto per tutti i noi stessi ritrovati! 😉

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