Fantasia

Sono in un ufficio, tra colleghi e scrivanie, in spazi impersonali e condivisibili.
Chiudo gli occhi e so, dove vorrei essere. Lo vedo. Mi vedo.

Sono uscita di casa, una casa di montagna, solitaria, di legno e mattoni intonacati di bianco. So che sto aspettando Orso, di ritorno a casa tra poco.
E’ tarda mattinata o primo pomeriggio di un giorno d’autunno, con un cielo azzurro parzialmente offuscato da nuvole perlacee, la pioggia lontana.
L’aria è frizzante, non è freddissimo, ma si sente che l’inverno è alle porte.
Cammino piano, da sola, assorbendo l’aria pulita con ampi respiri. Il terreno ha solo una leggera pendenza, sono al limitare del bosco, oppure vi sono dentro, ma gli alberi, a foglia caduca, hanno tronchi alti, ariosi, che permettono alla luce di filtrare anche d’estate quando sono carichi di foglie.
Indosso scalponcini comodi, un grosso maglione di lana grezza a collo alto, caldo e morbido al tatto e calzoni di feltro scuri. Ho i capelli raccolti e gli occhi che vagano leggeri.
I miei passi affondano leggermente nel terreno ricoperto di muschio, nel morbido e umido terriccio del sottobosco. Il suono dei miei movimenti è silenzioso, ogni tanto si ode il rumore delle foglie pestate nel camminare, ma è tutto soffuso, nella limpida atmosfera della piena natura.
In lontananza quanche uccello lancia un richiamo, a volte un fruscio nel terreno fa girare il mio sguardo ma il mio cuore è rilassato, sereno, pacato.
Sento la tranquillità che mi pervade, la calma vivida della natura che mi avvolge come una carezza. I miei occhi sono vuoti di pensieri, lisci, lo sguardo come acqua.
Sopra di me un tetto di foglie aranciate e attorno i colori dell’autunno, il giallo brunito, il rosso vivo, qualche spuzzo di verde e il caldo marrone dei tronchi e della terra bagnata dalla rugiada del mattino.
Continuo a camminare, inconsapevole del tempo che scorre, facendomi pervadere dal silenzio che fliusce a flutti dentro il mio cervello, mentre le mie spalle lentamente si rilassano e la mia mente si vuota dai problemi.
Rimango solo io. E il bosco. E il silenzio.
Un sorriso leggero inconsapevole mi pervade le labbra.
C’è Pace, nel bosco. E nell’Anima.
D’improvviso alzo gli occhi, sono arrivata al limitare degli alberi e lo vedo, nel suo brillante luccicare.
E’ un lago, abbastanza grande, che d’estate presta le sue rive a giovani rumorosi, che cercano di simulare il mare lontano, con un tuffo nelle sue acque. Ora è semplice, solitario, con la sua corona chiara di spiaggia ghiaiosa.
Il lago è proprio alle pendici delle montagne, che alte e maestose si specchiano e si rimirano in esso.
Le acque sono verdi, verde cupo per la profondità, ma pulite e fredde.
Mi vedo guardare le acque, sentirne finalmente lo sciabordio delle piccole onde. Osservo la mia mano entrare nell’acqua e sento piacevoli brividi di freddo sulla pelle.
Mi siedo su un sasso al limitare della riva, ad ascoltare il silenzio.
Osservo l’orizzonte godendo di ogni singola senzazione che mi pervade…

Torno in me, nel mio ufficio, alla mia scrivania.
Per un attimo sono scappata, fuggita lontano dalle reti informatiche e dalle preoccupazioni, nel mio mondo interiore della pace dell’anima.
Sono entrata nell’universo della mia mente, nell’immensa giostra della mia fantasia.

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Combatto tutti i giorni perchè questa visione limpida rimanga nelle mie corde, come se lo sguardo fosse sempre quello di un bambino, come un suono puro.

11 Comments Lascia un commento

  1. Bellissima descrizione che fa rivivere i sentimenti che hai provato! 🙂

    Mi ci vedo anch’io in quel bosco a sentire gli odori e i rumori e, a parte che non aspetto Orso e i miei capielli è difficile raccoglierli, per il resto mi sono immedesimato in te! 😀

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  2. Duss…consolati, i miei capelli si raccolgono, ma non ci stanno molto tempo, ricci ribelli come sono!Ps. Grazie! 🙂

    Zefi, Sonia…anche a me il mare fa quell’effetto, ma essendo metereopatica e in autunno mi ci vedo meglio in un bosco che in una spiaggia assolata… 😉

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