Numeri primi

Numeri.
Vi siete mai accorti che siamo circondati da numeri?
Immatricolati, segnalati, numerati. In ogni nostro gesto, spostamento, abito, espressione.
Non voglio scrivere un post di pseudo-denuncia sul tema spie e spiati mondiali, perchè credo che la parte seriosa dell’argomento lo potrebbero trattare decisamente meglio di me molti degli amici che mi accompagnano e leggono il mio blog.
Ma me ne sono resa conto improvvisamente oggi, per strada. Stavo osservando la targa della macchina davanti a me, di quelle ancora con le provincie, pensando all’anno di emissione della stessa, e mi è saltato lampante nel cervello il pensiero dei numeri…
Se vago con la macchina telecamere spiano il mio passaggio e i numeri raccontano chi sono, se pago alla cassa del supermercato col bancomat la banca sa quanto spendo di spesa… Con i numeri identifico il valore delle cose. Con i numeri perseguo il tempo. La mia tessera sanitaria racconta il mio paese e il mio medico, il codice fiscale individua il mio sesso e la mia identità.
Tutto attraverso codici, numeri, sigle.
Probabilmente all’ufficio anagrafe i nuovi nati vengono identificati in un registro numerato. Gli infortuni di un’azienda sono elencati. Le statistiche nazionali, tutti noi, siamo numeri nel mucchio.
La targa di una macchina racconta la sua età. Il mio orologio senza numeri non direbbe nulla. Le coordinate di un percorso sono numeri sui due assi.

E pensate a quanto i numeri siano fissi ma relativi.
Racconto con i numeri oggetti e individualità fisiche. Stimo la tara, il peso lordo. Analizzo la salute dai numeri elencati, n. globuli rossi, n. colesterolo, – n. ferro, ecc.
Con i numeri posso scrivere una vita.
Ma se cambio un numero, o ci metto un meno davanti, posso distruggerla, la vita….soprattutto se si parla di conti in banca, di denaro, di sangue.

Mi sono resa conto che oltre a essere controllati, spiati, mirati attraverso numeri, a loro siamo legati a doppio filo.
Nella nostra società una vita senza numeri sarebbe il caos dell’inesistenza numerica.

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Combatto tutti i giorni perchè questa visione limpida rimanga nelle mie corde, come se lo sguardo fosse sempre quello di un bambino, come un suono puro.

13 Comments Lascia un commento

  1. Hai più ragione di quanto tu stessa non immagini…
    A questo riguardo, ti consiglio un libro illuminante: “L’occhio elettronico” di David Lyon – editore Feltrinelli

    Lyon è un sociologo dell’Università di Kingston (Ontario), che da anni studia i fenomeni legati a Privacy e filosofia della sorveglianza.

    Il libro in questione è sbalorditivo perché parte da esempi concreti di vita quotidiana, per aprirci gli occhi sulla vera natura del “grande fratello”, spesso nascosto tra i regali di un’innocua “Fidaty Card”…

    Un abbraccio onnivedente. 🙂

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  2. Zefi…beh, anche io con i numeri non scherzo ;), sai Zefi!

    Alberto…Leggerò allora, leggerò…. 🙂

    Stefania…ricambio il sorriso 😀

    Beppone…ciao papà stanchissimo, un abbraccio alle pupattole!

    Ape…al ristorante…mi fai pensare ai numeri di un conto dell’anno scorso con Orso, dove in un ristorante hanno dato numeri decisamente oltre misura! :(prima o poi racconterò… 🙂

    Orso…per fortuna che c’è Walter a sopportare il tuo caos tesoro mio, più che i tuoi numeri…O forse i numeri li dai tu quando ti ho ricoperto dei miei… 🙂
    Un olè a Walter! 🙂

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  3. Sono stato chiamato in ballo a quanto pare (grazie gidi). 🙂
    C’è poco da dire: i numeri sono la mia vita, sono precisi, senza sbavature, raccontano eventi oggettivi, non opinabili e dunque salvifici. Del resto non è scritto nel Libro dei Libri che: Tutto è numero, peso e misura ?

    Non possiamo che arrenderci e godere appieno della meraviglia che procurano ogniqualvolta danno risultati positivi (quelli con il meno davanti mi hanno sempre comunicato scenari inquietanti)… 🙂

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