Una goccia di pioggia sul vetro

Sposto lo sguardo verso l’esterno della finestra…


Una goccia di una pioggia appena accennata ma stancante si incolla sul vetro.
Fuori è grigio e la particella liquida e trasparente riflette le immagini degli alberi con un bagliore di cristallo.
E’ greve, appesantita dalla gravità e lentamente si allunga fino a quando cede, disfatta alla pressione, lasciando dietro sè una coda luminescente e bagnata, come una cometa. Come di pianto.
Percorre il vetro, grigia cupa nei confini e sempre più traslucida al centro, per effetto della luce.
Allunga la corsa, frantumata in altre gocce figlie di una lacrima caduta, degli stessi colori e pronte anch’esse ad una vita in discesa, sempre più fragile, eterea della sua interezza mancata, fino a raggiungere la base del vetro, aggrappandosi di riflesso al metallo, riposando un attimo per un sospiro.

E ripristinando la sua parziale integrità con l’unione casuale con le goccie figlie a concludere la loro corsa, con un “flup” di aggregazione e un tremito, prima di ripartire, rinvigorita, nel pendio verticale dell’infisso slavato e infine raggiungere l’intonaco sporco a creare una impronta di umido colore, aspettando di svaporare. Nell’attesa di ricadere nel prossimo non mai di una goccia di pioggia rinata dal cielo.

Il tempo è fisso.


E’ uno specchio del silenzio, questo, dove i suoni sono assenti, c’è traccia di un movimento antico, il bagliore dell’opalescente riflesso, la tristezza nascosta dell’immagine, il collegamento mentale alle lacrime.
E’ una foto di un momento. Senza parole. Ma con l’intenso significato che il silenzio, nel silenzio, fa tuonare e acutamente penetrare. Il tutto nella silenziosità di un’immagine visiva, bella seppur triste.

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Con questo mi inchino, vi abbraccio e vi auguro un buon Ponte Dell’Immacolata, che pausa sarà, anche per me, che andrò in montagna con Orso per un breve week end di respiro!

A lunedì, amici :)!

Sensazioni Silenzio

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Combatto tutti i giorni perchè questa visione limpida rimanga nelle mie corde, come se lo sguardo fosse sempre quello di un bambino, come un suono puro.

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