La neve

Ciao a tutti.
Rieccomi.
Direi che è stato davvero un bel week end, questo del ponte dell’Immacolata.
Certo, ad Orso è scoppiato il raffreddore e il suo tenero russare mi ha tenuta sveglia praticamente per tutta la prima notte di montagna e il ritorno ieri è durato un pò di più del previsto cause code per strada, ma è stato un magico, seppur breve, periodo da ricordare.
Ho rivissuto la neve.
Ma quella vera, bella, leggera, abbondante e candida fino a fare male.
Sono anni che non vedo la montagna che ricordo. E le volte in cui sono salita sui monti in inverno non ho più risentito quella sensazione che vivevo da ragazzina con la famiglia nella settimana all’anno in cui respiravo la neve…
Siamo arrivati venerdì dopo pranzo, abbiamo scaricato le valigie in un accogliente alberghetto di un paesino della Valle del Vanoi e ci siamo guardati attorno.
Pioggia, nuvole basse e niente neve, nemmeno sulle vette. Con un pò di tristezza abbiamo progettato la giornata successiva senza sperare nelle previsioni meteo che lampeggiavano a pieni polmoni la neve in alta quota.
La mattina di sabato ci siamo svegliati e fuori, ancora, pioveva. – Pazienza, riposiamo, godiamo della rispettiva compagnia e del riposo di questi giorni – ci siamo detti.
Ma l’attesa, la speranza è stata premiata.
Il manto bianco in altezza si è sostituito alla pioggia e la notte di sabato abbiamo scoperto che anche dalle nostre finestre osservavamo la neve…
Come bambini….In fretta e furia ci siamo tolti il pigiama e abbiamo indossato le prime cose che ci sono capitate in mano, un maglione, una sciarpa, una calda berretta colorata e siamo corsi fuori, nella notte, sotto la neve.
Abbiamo camminato tra la neve che scendeva fitta, mano nella mano, nel freddo non provato, respirando la mobilità fissa della neve.
Ci siamo fermati in un parco giochi quasi nascosto dagli alberi, ma illuminato, e abbiamo giocato con la neve…un’impronta, un pupazzo, una palla di neve lanciata.
La mattina quando ci siamo svegliati tutto era bianco.
Quando nevica in montagna è tutto diverso da quando nevica in pianura.
Tutto lassù si ferma, si stabilizza e la neve non si colora di sporco. Rimane soffice e leggera come appena caduta. Le macchine non spengono il bianco, le persone non la modificano. Ricorda il Natale, la pace, lo zucchero a velo…
A conclusione del tutto ieri siamo andati a sciare.
Fortuna che Orso ama sciare…

Ce n’era tanta, 50-60 cm al passo…vicino agli impianti.
Non credevo di poter tornare più tra le piste da sci, come sempre credevo che la mia pista sarebbe stata lontana dalla neve.
E invece rieccomi lì, a scivolare, con l’incertezza legata alla lontananza, sulle lastre di neve pressate dalle lamine di passaggio…
Sciare. Che ricordi di bambina che riluccicano nella mia memoria. Il freddo pungente sul viso, il calore della tuta intera ed elegante, il leggero fastidio degli scarponi e la sensazione di prolungamento degli sci negli attacchi…
Ricordo che un maestro di sci, giovane allora, Paolo mi sembra, ma che si faceva chiamare Paul, amava i suoi monti e tutti gli anni mi mostrava la sua montagna…. Ricordo fuoripista nella Valle dei Sassi, di biancheggiare macchiato solo da grandi Sassi da circumnavigare, ricordo i vecchi skilift, che forse ancora non si chiamavano così, fatti di corda da affettare a lato per farsi trasportare con il solo appiglio della forza della mani, le canzoni tirolesi sulla seggiovia con la bella voce di quel maestro ragazzo, gli scorci che mi mostrava.

E’ anche grazie a lui che ho imparato ad amare così tanto la montagna di inverno.

E’ anche grazie ai miei genitori che ieri, Orso accanto e sci ai piedi, mi sono ritrovata bambina, a rivivere la neve.

Natura

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Astralla View All →

Combatto tutti i giorni perchè questa visione limpida rimanga nelle mie corde, come se lo sguardo fosse sempre quello di un bambino, come un suono puro.

6 Comments Lascia un commento

  1. non si può scrivere così…… fai venire gli occhi lucidi dalla commozione, leggendo i tuoi scritti si “vedono” con gli occhi del cuore nitide e chiare le cose che hai descritto come se le avessimo vissute al posto tuo
    Grazie astralla

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  2. Rimpiango sempre di non passare più spesso a lasciarti un saluto, una traccia del mio passaggio, anche solamente per dire che ci sono, anche se silenzioso.
    Leggere i tuoi racconti mi fa lo stesso effetto della tazza di te inglese che sorseggio in questo momento, mi dà il giusto slancio per ripartire con le mille faccende giornaliere.
    Grazie per la magia e buon respiro anche a te.

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  3. Anonimo…grazie a te… 🙂

    Pensierofolle…sono pienamente d’accordo con te! E poi il freddo in montagna si sente anche di meno! 🙂

    Hertz…intanto nei prox giorni ti mostro le foto…credo le pubblicherò giovedì… Vai se riesci, anche solo un giorno…ti riempie gli occhi, la neve… 🙂

    Dottor k…mi rende felice questa tua visita…era davvero tanto che non ti sentivo… 🙂
    Grazie a te per le tue visite e per le tue parole, poche o tante che siano. Sono sempre importanti. Buon te e respira sempre, che è la cosa più bella! 😉

    Sonia, ciao! :D…le foto, vedi sopra, arriveranno giovedì…la neve extra montagna è sempre un pò una rottura, dato che, almeno dalle mie parti, non la sanno gestire! Ma che dire…è sempre bello vederla cadere dal cielo… 🙂

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