Il Viaggiatore

Sto leggendo un libro, un fantasy. Si chiama “Il Viaggiatore”. Racconta un mondo che scorre tra il Matrix della TV, il Grande Fratello di George Orwell in 1984 e le vecchie saghe di cavalieri.

Racconta la storia di Viaggiatori ed Arlecchini da una parte e la Grande Macchina e la Tabula, dall’altra.
La Macchina e la Tabula, sono il potere, il controllo totale sulla società.
I Viaggiatori sono saggi, ma pochi, in grado di viaggiare tra le dimensioni e accrescere la loro conoscenza, liberi dal controllo e semplici, ricercati dalla Macchina poiché forti fonti di idee nuove.
E gli Arlecchini sono gli ultimi combattenti, gelidi e perfettamente equilibrati, votati al caos e alla protezione totale dei pochi Viaggiatori rimasti.

E’ un bel libro, o almeno a me piace, ma non è la trama che adesso mi interessa mostrarvi. Ve ne parlo perché in alcune righe ho ritrovato un’immagine che sento molto.

E’ il concetto della SEMPLIFICAZIONE di SE’ mirata alla propria perenne crescita personale.
Sono da sempre convinta, IO, perennemente presa da domande e sempre portata a frammentare le informazioni, analizzandole una ad una, per ricercare la risposta nascosta, che complicare troppo le cose non porta a risolvere ma ad aumentare la confusione.

Da anni cerco di ragionare su linee semplici, che crescono di complessità di certo, poichè si mischiano ad altri pensieri ad altre linee in uno pseudo spazio fisico, dove esiste l’alto e il basso, la destra e la sinistra, il davanti e il dietro. E’ una casa temporale, la mia RAGIONE.

L’essenza per me è mantenere ogni PENSIERO distinto, identificabile, scomponibile dalla matassa di informazioni che perennemente viene assimilata dai miei SENSI.
Come tela di un ragno, e ogni suo unico brillante filamento.
Poi infine unisco il tutto, lo amalgamo tra le mani e lo osservo nell’insieme. Ne ricavo conclusioni e azioni, pareri ed opinioni. L’indiviso e il diviso, il singolo e il plurimo.
L’eterno, illuminato sfavillare delle idee.

E come nella natura accolgo con lo sguardo la forma PERFETTA di un fiore di campo e la allegra, festante, musicale SINFONIA del prato fiorito.

9 pensieri riguardo “Il Viaggiatore

  1. Hertz… l’autore è Twelve Hawks John, il libro è del 2006 e rientra come 1° libro ne “Le cronache del 4° regno”. Non l’avevo citato perchè era il significato del pensiero che mi intessava riportare…ma è un buon libro a mio parere! Un saluto!

    Alberto…:) ….le scrivo in maiuscolo perchè secondo me sono le parole chiave, le più importanti, nel post.
    Ehi, a proposito…Aspetto ancora la tua mail ;)!

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  2. Ciao ottima Lara. Questo passo sembra riprendere un po’ la psicologia Leibniziana che Moses Mendelssohn riprende nei “Briefe”, opra in cui vengono poste due tipi di rappresentazioni che la nostra anima ha del mondo e della realtà, “die klaren und deutlichen Vorstellungen”, rappresentazioni chiare e distinte elaborate dalla conoscienza simbolica ( per Mendelssohn la ragione), e “die undeutlichen Vorstellungen” cioè le rappresentazioni indistinte, un insieme di dati sensibili di cui la nostra anima ha una rappresentazine chiara nella sua globalità, ma che non riesce a scomporre in tutte le sue singole parti.
    Va be’ questo riguarda però un problema filosofico e gnoseologico. Tuttavia credo che sia applicapbile non solo alle sensazioni o meglio ai dati sensibili, bensì anche ai sentimenti. E’ difficile, quasi impossibile riuscire a risalire alla natura e alle motivazioni che sono alla base dei sentimenti che proviamo, capirne le cause e discernere il groviglio dei nostri pensieri. A volte ci sono sotto cose troppo inconfessabili alla nostra coscienza che impediscono di analizzare noi stessi in modo intellettualmente onesto. E le poche volte che lo facciamo, ( e questo mettersi in discussione può avvenire solo grazie ad una persona che ci stimoli dall’ esterno, sia essa uno psicologo o un amico), dobbiamo cosatare che è una cosa molto difficile e dolorosa.
    Insomma, ottima Lara! E’ impossibile mantenere ogni pensiero distinto, credo che nessuno da solo ci possa riuscire. Questo è quanto ci rende diversi dai calcolatori. Tutto questo, ( i segreti del’ inconscio ), è ciò che rende la vita, anche la più mediocre, misteriosa dolorosa imprevedibile ma anche bella e degna di essere vissuta.
    Un abbraccio confuso ed indistinto,
    Paoletto da Viareggio.

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