Howth – piccolo magico paese per sognatori

Passai l’agosto del 1998 in Irlanda.

Gli esami appena conclusi, con buoni risultati, ormai alle spalle, mi imbarcai per la prima volta in aereo, per il primo viaggio all’estero e sola, con la prospettiva di una vacanza studio della durata di un mese a Dublino.

Era il regalo dei miei per il diploma. Un regalo che non dimenticherò mai.

La mia compagna fissa era una solare ragazza di Lecco, di nome Arianna, che conobbi in aeroporto e che ritrovai nella stessa mia scuola il giorno dopo. Passavo le mie giornate a studiare, magari al S. Stephen’s Green, e a conoscere una grande città come Dublino, le serate con i nuovi amici in giro per il centro. Dublino è meravigliosa, l’Irlanda tutta magica.

In quel mese feci solo una vera e propria gita fuori-porta, meta il Connemara, le scogliere eterne, Galway. Quelle 3 notti e 2 giorni fuori furono epocali per una ragazzotta di 18 anni quale ero…Ricordo che la prima sera arrivammo tardi per l’ostello e passammo la notte nella camera di un ragazzo universitario che avevamo conosciuto in autobus e che, vedendoci disperate, ci aveva offerto ospitalità. Chiudemmo a chiave per sicurezza la porta della camera quella notte, ci svegliammo troppo tardi e il ragazzo arrivò tardi alle lezioni di quel giorno per colpa nostra :D…La terza notte non avevamo che i soldi per il ritorno a Dublino, la mattina dopo, per cui dormimmo nella panchina della stazione dei treni, come coperta degli asciugamani. Alle 4 di notte facemmo una conversazione assurda con dei tedeschi che non parlavano italiano nè inglese, a suon di musica.

Cose dell’altro mondo, a pensarci ora.

Più che altro ci si spostava nelle vicinanze della città, servita degnamenti da autobus e dalla metropolitana.

Il luogo che ho amato di più in quell’indimenticabile mese, che mi è rimasto dentro, indelebile, è un piccolo paesino di pescatori, all’ultima fermata della metropolitana di Dublino. Il suo nome, impronunciabile in italiano, è Howth.

Tanti pomeriggi, dopo lo studio, prendevamo la metropolitana, arrivavamo al capolinea e passavamo ore, sedute sul molo, ad osservare il crescere della marea, affascinate dai colori del tramonto. Spesso cenavamo lì, inchiodate in riva al mare dai colori cupi, con fish & chips, freschissimi e conditi con aceto.

L’ultimo giorno prima di partire, Arianna tornata a casa la settimana prima, tornai lì e visitai l’isola dei gabbiani, che riposa davanti al molo di Howth e che tante volte avevamo osservato, senza però mai riuscire a raggiungere.

Fu come un commiato, un saluto a quella terra. Per 2 ore girai sola, nel pieno silenzio rotto solo dallo stridio dei gabbiani, riempiendomi la mente dei ricordi, del profumo e dei colori dell’aria irlandese.

La mattina dopo, all’alba e con il cuore pesante di tristezza, mentre raggiungevo in taxi l’areoporto per tornare in Italia, mi feci una promessa.

PRIMA O POI IO TORNERO’.

howth.jpg

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Combatto tutti i giorni perchè questa visione limpida rimanga nelle mie corde, come se lo sguardo fosse sempre quello di un bambino, come un suono puro.

12 Comments Lascia un commento

  1. Da come la descrivi deve essere davvero stato un bel viaggio… l’avventura ha sempreu fascino particolare, a volte le cose completamente organizzate e pre-impostate, tutte perfette, tutte impacchettate, si risolvono in un flop o comunque non lsciano sapori particolari in bocca.

    Io sono per questi generi di cose, per viaggiare senza meta e scoprire luoghi e odori che altrimenti non avresti mai visto perchè nei libretti delle guide, non essendo commerciali, non hanno trovato posto.

    Forse intendo così proprio tutta la vita, anche se non so fin quando e fin dove potrò spingermi con questa filosofia… credo sia affascinante, ma rischiosa!

    😀 Buona vita!

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  2. Che bello!!! Non l’ho mai visitata Dublino o cmq l’Irlanda ma da come ne parli mi vien voglia di organizzarmi una fuga da quelle parti!
    Chissà… magari un giorno mi decido e parto. Ci includo pure Londra nel tour che non dispiace…
    Ciau!

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  3. Tangalor…io amo le vacanze all’insegna del momento.Orso al contrario ama la tranquillità. Di solito cerchiamo una mezza misura. Anche con questi ricordi comunque mi rendo conto di come il tempo è passato… E’ giusto cosi tuttavia….

    Romina…Ho visto altre nazioni in Europa, altri luoghi…Andai in Irlanda perchè mi era stata suggerita, non per passione. Tornai dall’Irlanda con quella passione.

    Mapy…L’Irlanda è cosi…davvero come viene descritta ne “Il cielo di Irlanda” della Mannoia. Conosci questa canzone? Se riesci ad andare vai, è meravigliosa…

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  4. io non ci sono mai stata ma provo una forte attrazione per quella terra, conosco molte delle sue scrittrici e ….. ho il simbolo dell’irlanda tatuato sul collo, più amore di così!!!
    p.s. festeggio ovviamente con grande piacere san patrizio!

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  5. due/tre volte l’anno passo una settimana a Dublino per lavoro…
    …e infatti sono qui: son arrivato ieri e ripartiró Giovedí.

    stavolta avevo deciso di svegliarmi all’alba e visitare Howth,
    ma se la foto non m’inganna, credo che ci andró per il tramonto.

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  6. Lupo buonino…fortuna la tua a trovarti lì per tornare…Io l’adoravo al tramonto, ma anche nel pomeriggio è meraviglioso…Se ti capita fai una foto per me e fammela avere…Te ne sarei davvero grata….Sarebbe come tornare…e grazie, comunque.

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  7. Sono stato a Dublino nel settembre 2007, l’ho trovata una città divertente e giovane, ma come te ho conosciuto il silenzio ed il fascino calmo di Howth, ci sono stato il giorno prima di partire e l’ho girata silenziosamente, scattando più foto di tutto il soggiorno, alle case arroccate sulla collina, alcune delle quali guardano direttamente sul mare, uno spettacolo unico, anche io spero di tornare su quel vagone della SPART per fermarmi di nuovo a Howth.

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