I nonni – 2 ottobre all’infinito

Oggi è la FESTA DEI NONNI.

 I nonni che ci crescono, che ci amano, che ci viziano e ci accompagnano per la vita.

Le nonne che montano l’uovo con lo zucchero a neve  per la merenda, che preparano le pesche alla crema migliori del mondo, perennemente immerse nel lavoro all’uncinetto, che raccolgono doni e piccoli tesori  per vedere negli occhi dei nipoti la meraviglia e il mondo, che si arrampicano sugli alberi per raccogliere la frutta, le nonne permalose e dolci, contadine e anima, profumo di zucchero a velo e caramelle alla mela.

I nonni, con le mani grandi e un cuore grosso, deboli e forti, con occhi di cielo e anima di terra, con pantaloni di fustagno e cappello di paglia, che raccontano le favole prima del sonno, che ti portano con loro nella campagna nel furgoncino scassato, che sorridono con sguardi un pò liquidi ma ricchi di tempo, nonni puzzle di storia che ci donano in futuro.

Un abbraccio a tutti i nonni del mondo, quelli in famiglia o quelli lontani, quelli soli o quelli in compagnia, quelli ancora qui, quelli già lassù…

Un sorriso ai nonni, tutti, un bacio e una carezza fatta con amore.

E tutto insieme e più, abbracci baci e auguri, AI MIEI NONNI, CARI ED IMPORTANTI.

Amore Cambiamenti Personalità Racconto Ricordi Tempo Vita

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Combatto tutti i giorni perchè questa visione limpida rimanga nelle mie corde, come se lo sguardo fosse sempre quello di un bambino, come un suono puro.

5 Comments Lascia un commento

  1. Io ho avuto un rapporto fantastico con la mia nonna materna, perché gli altri tre sono morti prima che io nascessi.
    Sempre vestita di nero per il lutto di suo marito, mi ripeteva sempre le solite cose: “Mangia, studia, non fare arrabbiare papà e mamma”; poi dopo che ci eravamo strapazzati di coccole a vicenda (a lei piaceva particolarmente quando le pettinavo i capelli – ndr), mi portava di soppiatto in camera sua e mi regalava 5000 lire (sempre la stessa cifra fino all’ultimo – ndr). E faceva lo stesso con mio fratello.
    Mi chiamava “ninnille”, che in napoletano vuol dire bambino indifeso (mi sa che aveva visto lungo… – ndr), e mi sorrideva sempre. Anche quando i dolori la facevano impazzire e io le davo il tormento raccontandole quello che mi succedeva a scuola.
    Grande donna, come sua figlia… 😥

    Un abbraccio ninnille 🙂

    Mi piace

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