Sviluppo di un blog

Prima di partire per Bologna per un sopralluogo riflettevo sullo spazio dei blog…

Pensavo alle conseguenze del post, ai commenti e alle risposte che a volte modificano il tema iniziale per divenire loro stessi argomentazione e racconto….

Il blog si evolve a spire attorno alle trattazioni più controverse, ai discorsi più importanti mentre si sviluppa come un fuoco d’artificio sui temi più leggeri, più facili, più divertenti…

Poi ancora, chi legge il blog di un altro interpreta il significato di ogni articolo secondo la propria ragione, il proprio sentimento…Magari devia un pò dal vero centro del post ma ci mette del suo…

Il blog serve come legante, per un saluto, un parere, una domanda disconnessa dal discorso…

E tanti altri entrano, leggono, raccongono ma non lasciano evidenti traccie di sè…Sono l’impronta lucida di una chiocchiola su di una foglia, nel mentre la chiocciola se n’è già andata via.

E’ uno strano mondo quello del blog, uno strano modo di comunicare. Dona tanto ma non sempre permette la chiara comprensione tra le persone. Solo con quelle più vicine e alllora non bastano due righe per modificarne la visione.

Infine l’incontro con la persona mi è capitato solo una volta…Strana sensazione di conoscenza e di estraneità nel contempo….Come essere stati ciechi fino ad allora, cogliendo le monime sfumature dell’animo ma non l’entità fisica…

L’imbarazzo della prima vista non viene stemperato dalla certezza di una profonda empatia, ci si rende conto di come sia completa la cognizione dell’altro assorbita attraverso le parole.

E nel contempo spazi non trattati sulla carta battuta rimangono in sospeso.

Ammetto che è fonte di tante domande questo mio blog.

Ma se il mondo va verso le conscenze virtuali, a partire dagli acquisti via internet ad arrivare a second life, credo che non ci sia modo migliore per iniziare.

…sempre poi con la volontà di conoscere di persona i personaggi più importanti, un contatto umano non può davvero mancare, completa il quadro.

13 pensieri riguardo “Sviluppo di un blog

  1. Il mio blog è nato per caso, per un pretesto, per avere un contatto con una persona che non era più accanto a me. Poi è diventato molto importante per me, come una finestra sul mondo, che cerco di lasciare sempre lucida e ben pulita. Ma quando il lavoro non rompe e ho un pò di tempo libero amo curare anche la vita vera, quella fatta di persone che posso guardare negli occhi o distruggere con i pizzicotti.. Non bisogna mai perdere il contatto col reale. Un bacione! Esi.

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  2. Anche il mio blog è nato da circostanze simili a quelle di Esilio: una storia finita e il tentativo di sentire in qualche modo presente la persona amata. E in tal senso è stato catartico riuscire ad esprimermi e ad esprimere i miei sentimenti, le mie emozioni, la mia rabbia in maniera via via più lucida e distaccata. Eppure superata quella delusione e contrariamente a ogni mia aspettativa, il blog ha continuato ad avere vita, anzi a crescere nei contenuti e nei contatti, perché ha assunto carattere sempre più ampio, fino ad inglobare le sfumature più nascoste e intime del mio animo, le letture più amate, i cantautori più ascoltati, i tramonti più fotografati… Uno spazio tutto mio, insomma, aperto alla creatività in senso lato.
    La vita reale è tutt’altra cosa ed è ovvio che ad essa deve essere dedicata la maggior parte del tempo libero che riusciamo a ritagliarci. Sarebbe alienante, dopo una giornata di lavoro, trascorrere tutta la serata davanti ad un pc, trascurando la famiglia, le amicizie, le letture, ecc. L’una cosa, però, non esclude l’altra, tenendo sempre a mente l’insegnamento degli antichi: in medio stat virtus.

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  3. oh vedo che (ma lo sapevo già) che per molti come anche per me il blog è stata una specie di terapia, io non potendo più scrivere e raccontare alla persona amata, la quale non voleva più sentire i miei racconti e le mie parole, dicevo non potendo più fare questo …ho sentito un grande vuoto (ovviamente non solo per questo) è ho cominciato a scrivere nella blogsfera, all’inizio senza nemmeno tentare di avere lettori, poi curiosando qua e là ho trovato persone come lara per esempio che ho sentito empaticamente vicine pur non conoscendole, è nata un’amicizia virtuale, che comunque dà calore, se uno di voi, di quelli che leggo non posta da tanto tempo mi manca, penso oddio che sarà successo!!! eppure nella vita reale non mi mancano nè amici nè compagnia.
    Ecco l’unico inconveniente che ho riscontrato è che a volte le parole i pensieri vengono fraintesi, perchè la parola scritta non è mediata dai gesti, dal visivo… o forse perchè a volte non riusciamo ad esprimere bene quello che vogliamo dire
    ecco il fraintendimento a volte è in agguato

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  4. Principasticcio…è esattamente cosi… in medio stat virtus… 🙂 …e benvenuta!!!

    Lorenzo…in questo ci vuole l’intelligenza per gestire in modo corretto i rapporti sociali ;)!

    Arte…infatti, a mio parere è un grande mezzo di comunicazione e di contatto!

    Zefi…hai colto tutti i particolari che forse io non ero riuscita ad esprimere al 100%, grazie…l’affetto, la mancanza e la facilità/difficoltà di fare passare il messaggio corretto. Ma spesso anche nella realtà è così..Solo qui è un pò più facile sbagliare. Ci vuole cura, e attenzione… :*

    E’ bello questo dibattito…Grazie…
    Io ho iniziato il blog non per una storia finita ma piuttosto perchè sentivo l’assoluta necessità di rapportarmi con persone nuove, con idee diverse, realtà differenti…E’ stato un dono, lo ripeto…Mi permette di cogliere aspetti che a volte nella realtà non si riescono ad assorbire, vuoi il tempo, vuoi la distanza e anche di considerare amici persone di tanti posti diversi…E’ un tramite insomma. Un bel tramite, un pezzetto del mio cielo personale.

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  5. Mi unisco anche io a tutti coloro che hanno usato il blog come “terapia”. In un certo senso l’ho fatto e lo faccio tutt’oggi. Ovviamente avere una bella e impegnativa famiglia e tutti gli ENORMI problemi quotidiani sul lavoro, non mi permette di vivere “virtualmente” e lasciarmi quindi, trascinare da internet e il suo strano ma affascinante mondo. In tutti questi anni, tra chat, newsgroup, etc.etc. ho conosciuto un’infinità di persone (tra le quali vanto pure ragazzi/e giapponesi), alcune di loro le ho conosciute di persona e devo dire, rispecchiavano quello che erano e che immaginavo. Questo però accadeva agli “albori” di internet. Ora, seppure con delle eccezioni ovviamente, si è però creato un mondo più fittizio, surreale e lo ammetto, non mi “apro” più come un tempo e valuto mooooooooolto bene le conoscenze che faccio usando internet. Però, non ne posso davvero farne a meno!
    Ciao a tutti
    e un bacione ad Astrà!

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  6. Io aprii “Oltre il cancello”, lo scorso gennaio, al solo scopo di rilassarmi un po, di divertirmi e di far conoscere alcuni aspetti della mia personalità ai lettori del mio blog principale, quello interamente dedicato all’attualità politico-sociale, e quindi impegnato e impegnativo, talvolta anche pesante da leggere visti i temi affrontati.
    Ecco che allora “Oltre il cancello” rappresentava una sorta di oasi o di intermezzo gradevole e lieve, a tratti anche spensierato e allegro, dopo tanti discorsi fin troppo seri. Questa, in sintesi, la storia del mio diario on line.
    Comunque, nonostante i limiti della comunicazione via web, fra cui, come giustamente hai scritto tu, il rischio di essere fraintesi quando si scrive, sono soddisfatta perché ho fatto alcuni incontri virtuali molto piacevoli. 🙂

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