Un soffione volteggia nel vento

soffione
Con la primavera che giunge prepotente
In queste piane degradanti verso il mare
a raccogliere le ultime tracce d’Appennino,
Splendi Tarassaco,
macchia di luce dei timidi prati,
culla geometrica di polline e miele,
tu, infestante al pari dell’energia di Aprile che entra nelle ossa,
elevi nel verde la tua criniera dorata, mio Dente di Leone,
ti ingravidi di sole e produci frutti di vitale gioia, evolvi,
soffice, leggiadro soffione innamorato del vento
attendi la sua carezza per galleggiare nel cielo
brilli e corri, libero,
rinfrescando i pensieri, ossigeni e ritorni,
giocando con luce e spazio fino a trovare casa in questa umida terra scura.
Tarassaco, generoso e amaro, cicoria fiorita,
metti ali leggere al tuo seme per generare altra vita,
in un ultimo atto di caparbia libertà.
Se fosse l’uomo leggiadro e volante
umile e fiero, generoso come un Dente di Leone,
quanto più simile al vento di Primavera
sarebbe questa nostra eccentrica vita.

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