L’ingegneria del mio cuore

Copro la bocca così che il pensiero non si mostri sulle volubili labbra, velo gli occhi con lenti specchiate così che la lucentezza della risata si sveli solo agli sguardi più profondi e stringo le dita nel pugno, troppo mobili a battere il flusso dell’umore.

Protetta nella finta immobilità mi immagino osservare il mondo coi tempi lenti di un respiro ma balla improvviso il mio corpo, volteggiando riflesso negli specchi della mente, poiché per vestiti di ombra non è progettato il mio cuore.

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