Il filo rosso del destino

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Rinascerò nella prossima vita

e il mio respiro mi racconterà di te

dentro le porte dei sogni che fioriscono nella notte più nera.

Bucherò il foglio con la forza delle parole non dette,

e inonderò rabbiosa le strade di inchiostro

perché nelle tracce di sconosciuti

disperatamente ti vorrò trovare.

Non sarà un mappamondo il confine di un desiderio

da decodificare attraverso le tue impronte,

chiavi di fuoco per il codice criptato della mia pelle.

Ti orbiteró intorno come un SATELLITE,

trattenuto dalla gravità di questo amore ritrovato.

Diventerò il MAGNETE

per rinnovare il tempo

di un filo rosso

annodato ai due capi di un destino senza fine.

Io TI RICORDERO’. 

Tu ASPETTAMI.

Il pensiero di un gatto e la primavera

La mia gatta ogni tanto impazzisce, piega indietro le orecchie come per prendere il volo, emette un trillo di campanella gattina e inizia a correre a trottola senza una vera destinazione.
La senti sfrecciare impetuosa su e giù per la casa superando con salti da gigante cose e persone.
Se la blocchi espone i denti aguzzi e morde, difficilmente però graffia con l’istinto di ferire, non vuole far male, vuole solo scappare.
Talvolta miagola, un suono basso e vibrante, che odora di desideri insoddisfatti.

E ad un tratto torna, la morbida palla di pelo ronfante che profuma di talco, e si ferma a guardare il prato fuori dalla finestra con le grandi pupille perse nel vuoto.
Chissà cosa sogna la mia gatta, se di inseguire farfalle o topolini, o magari semplicemente il calore del sonno sotto i raggi del sole.

Pare che tra animale e padrone si crei nell’amore una sorta di filo, di sintonia.

Sarà per questo che oggi il mio sguardo si sofferma sovente verso quel prato lontano e sento una smania latente, satura di voglia di fuggire e di correre al sole?

Oppure è semplicemente questo anticipo di primavera?

fuori

Gira la ruota

FETICCIO
fe·tìc·cio / sostantivo maschile
1.Oggetto materiale di venerazione religiosa in ambito culturale primitivo.
2. fig. Motivo di un culto o di un rispetto esclusivo, irragionevole e fanatico.
Origine
Dal fr. fétiche, dal lat. facticius ‘artificiale’ •prima metà sec. XIX .

Si organizzano i DESIDERI invecchiati nelle botti di legno rosso cupo
mentre chimicamente reagiscono gli OBIETTIVI elettrici
scadono ciclicamente gli ANNI
E CAMBIA
in funzione della direzione del VENTO
il FETICCIO
nascosto nella tasca segreta
dietro l’animo
di ognuno di NOI.

A LITTLE PRECIOUS LIFE

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E’ la MALEDIZIONE luminosa di una PICCOLA VITA

RINCHIUSA dentro i confini di una scatola,

nata accessoriata di un occhio capace di VEDERE

il MIRACOLO unico della giovane foglia d’erba sotto i raggi del sole

le variazioni del RESPIRO di un uomo

e le particelle volatili dello scorrere del TEMPO.

E’ una VITA PREZIOSA

con un cuore ad OROLOGERIA

che ticchetta COMPRESSO dentro le pareti di questa PRIGIONE

mentre la sabbia della clessidra scorre INESORABILE

sempre più VELOCE.

Tra le Sagome di Cartone

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Guardando senza attese tra le sagome di cartone, dentro allo spettacolo del tempo, ritrovo anche la mia FIGURA.

Mi accorgo con stupore che, in questo gruppo di identità diverse, considero la mia presenza come un elemento dell’INSIEME e sento che una eventuale ASSENZA rimbomberebbe di un suono sordo udibile alle orecchie dei più, il rumore di un soffio dentro una bottiglia vuota…

Ho ancora negli occhi la memoria dell’OMBRA che ricordava ogni Volto. Mi rendo conto d’improvviso che oggi sono un VOLTO che altri Invisibili ricordano.

Quasi fosse un lampo che squarcia il buio MI SONO ACCORTA CHE ESISTO…

 

il futuro di un mondo di plastica

Tesi corpi compatti
e occhi allungati sui volti di porcellana dipinta,
gesti sinuosi a far da padroni
nell’impatto emotivo
dell’IMMAGINE DI SE’.
Apparenza e sostanza
FUSE
nel cesellato calderone delle COSE BELLE.

Riempiamoci gli occhi mentre sogniamo carezze impossibili.
Chi MAI potrà tracciare la linea
tra il reale
e l’immaginato
davanti ad una cotanta COPERTINA.

Mi chiedo COME (!) riconosceranno il percorso
coloro che nasceranno
in un mondo di sola plastica
stampata in 3D.

Come l’acqua del fiume che incontra la diga

penso

Arriva impetuoso.
È il desiderio di scrivere,
la necessità incalzante di fare uscire
le emozioni che premono per scappare.
Ed è un balzo dello stomaco,
una sensazione di saturazione e blocco nel contempo,
come l’acqua del fiume che incontra la diga.
Quindi
spengo i sensori esterni
accendo i riflettori all’interno di me
apro le paratoie e mi lascio cadere nel vuoto.