Satelliti

Matura
l’onda della struggente attesa
sulle note di una canzone,
come bimbi saltellanti nel gioco della campana
echeggia il picchiettare dei tasti di una vecchia macchina da scrivere.

Morbide labbra piene accompagnano un sorriso bianco
di memorie avvolte nella spirale dell’infinito.
Gli occhi imprigionati nel vetro proiettano immagini di fantasmi
impressi nella pellicola del FU.

E’ nato prima l’uovo o quelle grandi ali?
Furono inizialmente i ricordi oppure la trama della più dolce malinconia?

E nei passi che si allontanano E’ SOLO MUSICA… 

Ho visto cose….E’ Tempo…

Vi ricordate Blade Runner, il film di fantascenza con Rutger Hauer dell’1982, ispirato dal romanzo Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip K. Dick?

Da quel film, ne parlavano l’altro giorno alla radio, è rimasta una frase dell’immaginario collettivo, che parla di posti lontani, di dolore e conoscenza, che appassiona.

Ricordo la prima volta che vidi il film rimasi colpita da quelle frasi pronunciate con voce debole e rauca, sotto la pioggia…La seconda volta registrai gli ultimi minuti per potermi scrivere quelle parole che così tanto mi avevano colpito.

Solo dopo scoprii che non era capitato solo a me.

In tutti i caso oggi ve le riporto qui, un pò sotto forma di ricordo e un pò come monito e riflessione…

E’ rimasto ancora qualcosa da scoprire? Che rimarrà di noi nel tempo? Quanto andrà perduto? E quanti altri interrogativi riusciamo a porci ascoltando queste poche righe immemori?

Un abbraccio forte e sogni di luoghi lontani.

« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo…
come lacrime nella pioggia.
È tempo…di morire. »

Io sono Leggenda

Venerdi sera sono riuscita a trascinare Orso al cinema a vedere “Io Sono Leggenda”, con Will Smith. A dir la verità, anche se il genere non è proprio nelle sue corde, Orso è stato bene felice di accompagnarmi, curioso dopo la cascata di elogi che da anni faccio al libro di Richard Matheson, da cui è stato tratto questo film, che è uno dei miei libri preferiti e fa parte viva dei ricordi del passato.

Silvia, come me cultrice del romanzo di fantascenza datato 1954, aspettava con la mia stessa foga di vederlo in immagini.

Quando l’ho incontrata, sabato sera, si è ritrovata ad ascoltare una recensione lapidaria…

Questo film non ci è piaciuto per niente. Ed è stato un flop anche nelle mie migliori aspettative.

Cioè dire che questo film è dedicato al libro è un sonoro errore….Forse solo la definizione allargata “liberamente tratto” può vagamente rendere il concetto.

Nel film ho trovato un Robert Neville che si lascia vivere, con la sola speranza di trovare altri superstiti, perso tra chiacchiere e feeling con manichini, non un lottatore che non cede d’un solo passo al  destino avverso, quale era stato creato dall’autore. Nelle immagini ho scovato un cane neanche pensato, una mamma con un bimbo mai esistiti e superstiti incredibilmente fuori luogo.

Insomma, l’impressione impellente è stata quella del classico filmone hollywoodiano, fatto solo di effetti speciali.

Della storia originale non ho trovato nulla, men che meno nel finale, impostato con una morale esattamente contraria rispetto a quella del libro.

Persino il titolo, “Io sono Leggenda” non deve essere l’esclamazione di un esaltato, il supereroe di turno, ma piuttosto una riflessione su come può cambiare la prospettiva, su quanto sia fragile la razza umana, di come sia facile diventare una “Leggenda”, al pari dell’Uomo Nero, di Dracula o di qualche altro mostro nato dall’immaginario collettivo.

Insomma,il risultato di questa pseudo recensione totalmente personale  è questo.

Se non avete amato il libro troverete il film un buon racconto, senza troppi particolari, buoni effetti speciali e non coglierete i dettagli.

Se avete adorato il libro piuttosto che spendere i soldi per un film che vi deluderà mettetevi davanti al camino a rileggere una bellissima storia di fantasia, che nasconde al suo interno grandi realtà.

Vi abbraccio forte e vi auguro un buon inizio settimana!

Stardust. Una storia d’amore nel regno delle fate

 Locandina film

Il fumetto fa parte del mio passato. Sabato sera siamo andati a vedere il film.

Nella storia su carta il titolo esatto è “Stardust. Una storia d’amore nel regno delle fate”, Stardust è una favola fantasy, imbastita con mistero e magia, stelle e penombra, così come nella migliore tradizione di Neil Gaiman,  creatore tra l’altro di Sandman, il signore dei sogni, altra storia importante importata dall’America e velata di atmosfera.

Il film è davvero bello, ben fatto e strutturato, non lascia un senso indefinito di insoddisfazione, ma piuttosto la tenerezza sorridente di una bella storia d’amore, per grandi e piccini, curata, cullata e delineata nei particolari. 

Ovviamente il finale può sembrare un pò scontato, ma altrimenti non sarebbe lo specchio di quello che è la novella, la favola. Illuminata dallo splendore di una stella.

E infine il cast, di livello eccelso, da De Niro alla Pfeiffer, poi O’Tolle, Sienna Miller e anche Rupert Everett, che come tanti farete fatica ad individuare in costume d’epoca. De Niro poi è a dir poco fantastico….

Comunque, in conclusione, io ve lo consiglio vivamente. Merito forse del fatto che al cinema, tra thriller e commedie scontate, cartoni animati ed epopee, questo film semplice manda messaggi di amore e speranza. Alla scoperta del Vero Amore.

Buon lunedì 😀