Sali e andiamo al mare

La cosa peggiore è non potere indossare un pezzo del tuo dolore, non dico tutto ma un po’, perché in due qualsiasi peso è comunque più leggero.

E tra me e me mi domando di quale colpa ci siamo macchiate nelle precedenti vite da doverle espiare in ogni singolo sospiro…

Vorrei arrivare davanti a casa e dirti Sali e andiamo al mare.
E sfrecciare via nel vento,
senza ancore, senza limiti.

Ma poi la vita va avanti e in quella spiaggia, anche quest’anno, non andremo più.

E mentre il tuo animo teso, lucido, veste abiti sfilacciati dal peso dei pensieri,
lentamente le crepe iniziano ad aprirsi anche sulla mia facciata.

Brutta cosa il Tempo, quel despota barbuto
che senza fretta colma tutte le distanze
.

Voglio provare a fermare quell’onnipresente pazzo,
devo riuscirci,
ed arrivare all’improvviso per dirti Sali e andiamo al mare
in una giornata di primavera,
sfrecciando come il vento sull’acqua,
senza ancore, senza limiti.

Riposa intanto il tuo animo complesso,
con le meningi ribelli che scintillano al pari di girandole,
sei un pezzo grande del mio cuore Donna,
e sono sempre lì per te,
nascosta nella tua ombra,
tra le parole dette e non dette,
anche quando non mi vedi.

Ti amo
MAMMA

Satelliti

Matura
l’onda della struggente attesa
sulle note di una canzone,
come bimbi saltellanti nel gioco della campana
echeggia il picchiettare dei tasti di una vecchia macchina da scrivere.

Morbide labbra piene accompagnano un sorriso bianco
di memorie avvolte nella spirale dell’infinito.
Gli occhi imprigionati nel vetro proiettano immagini di fantasmi
impressi nella pellicola del FU.

E’ nato prima l’uovo o quelle grandi ali?
Furono inizialmente i ricordi oppure la trama della più dolce malinconia?

E nei passi che si allontanano E’ SOLO MUSICA… 

Dentro una mail

Ed esplose il tuono
nel anfratto del tempo
compreso tra una meninge e l’altra
all’interno del labirinto del cervello.

E crebbe la rabbia
come un ruscello durante il temporale.
a far girare vorticosamente
la ruota del mulino.

E nel caldo della luce,
nel produttivo movimento,
fluirono battenti dalle dita le parole
atte a creare i confini,
plasmate a definire la forma
del GIUSTO e dell’ERRATO
in una trama qualunque
permeata di punti di vista
di troppi individui interessati
alla direzione del VENTO

Curiosità 

Gran parte della mia vita ha come filo conduttore la curiosità…. credo ancora che questo sia il mio VALORE AGGIUNTO, perché sono certa che la curiosità vada a braccetto con la voglia di vivere e di lottare. 

Come esseri semplici, come gli animali, come i bambini…

Siate curiosi quindi, siate VIVI.

SIATE LIBERI!

Ed è tutta questione di punti di vista

Lo capiscono i pesci che il loro giorno passa rinchiuso dentro una palla di vetro?

E la formica, mentre sposta monti di molliche di pane, lo sa che è piccola proprio “come una formica”?

Perché poi è tutta questione di punti di vista…

Chissà com’è quindi la nostra fine del mondo, quali sono davvero I CONFINI DELL’UOMO… 

Una margherita nel vento

margherita

Vento che soffi forte
tra le fronde e
sotto il sole
portami con te.
Strappa il sospiro dal mio petto,
disperdilo nell’aria come polvere di baci.
Scuotimi
e per una carezza selvaggia
divento margherita.
Sollevami.
Disegna un giaciglio di correnti,
con una foglia libera dal ramo a farmi da cuscino,
corriamo veloci come ombre lungo la pianura.

E portami con te,
mescolata alle nuvole.

Portami via.

La pupilla è aguzza come una falce di luna e appuntita la lingua dentro il becco ad armare le sue parole…

Sono arruffate queste piume,
mentre tenta di sollevarsi in volo
appesantito dalla polvere della città,
le lunghe zampe esili,
e un casco sbilenco allacciato goffamente
protegge la fronte
portatrice di sogni e di idee.

È un airone ammaccato
sbeccato
incurvato
Il soldato di questo domani

ma la pupilla è aguzza come una falce di luna,
appuntita la sua lingua,
e il suo pensiero è lucido
mentre il sole si riflette sul ricordo
del bianco perlaceo di quelle ali.

Nell’alba di DOMANI vive ancora la SPERANZA
di sfiorare con le dita
i colori
dell’ARCOBALENO.