Il filo rosso del destino

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Rinascerò nella prossima vita

e il mio respiro mi racconterà di te

dentro le porte dei sogni che fioriscono nella notte più nera.

Bucherò il foglio con la forza delle parole non dette,

e inonderò rabbiosa le strade di inchiostro

perché nelle tracce di sconosciuti

disperatamente ti vorrò trovare.

Non sarà un mappamondo il confine di un desiderio

da decodificare attraverso le tue impronte,

chiavi di fuoco per il codice criptato della mia pelle.

Ti orbiteró intorno come un SATELLITE,

trattenuto dalla gravità di questo amore ritrovato.

Diventerò il MAGNETE

per rinnovare il tempo

di un filo rosso

annodato ai due capi di un destino senza fine.

Io TI RICORDERO’. 

Tu ASPETTAMI.

La pupilla è aguzza come una falce di luna e appuntita la lingua dentro il becco ad armare le sue parole…

Sono arruffate queste piume,
mentre tenta di sollevarsi in volo
appesantito dalla polvere della città,
le lunghe zampe esili,
e un casco sbilenco allacciato goffamente
protegge la fronte
portatrice di sogni e di idee.

È un airone ammaccato
sbeccato
incurvato
Il soldato di questo domani

ma la pupilla è aguzza come una falce di luna,
appuntita la sua lingua,
e il suo pensiero è lucido
mentre il sole si riflette sul ricordo
del bianco perlaceo di quelle ali.

Nell’alba di DOMANI vive ancora la SPERANZA
di sfiorare con le dita
i colori
dell’ARCOBALENO.

Piume bianche nello Specchio

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Anche una piuma che vola può disegnare
la tua figura, o il raggio che gioca a rimpiattino
tra i mobili, il rimando dello specchio
di un bambino, dai tetti. Sul giro delle mura
strascichi di vapore prolungano le guglie
dei pioppi e giù sul trespolo s’arruffa il pappagallo
dell’arrotino. Poi la notte afosa
sulla piazzola, e i passi, e sempre questa dura
fatica di affondare per risorgere eguali
da secoli, o da istanti, d’incubi che non possono
ritrovare la luce dei tuoi occhi nell’antro
incandescente – e ancora le stesse grida e i lunghi
pianti sulla veranda
se rimbomba improvviso il colpo che t’arrossa
la gola e schianta l’ali, o perigliosa
annunziatrice dell’alba,
e si destano i chiostri e gli ospedali
a un lacerìo di trombe

(Eugenio Montale, Giorno e Notte)

RUN – e CORRI verso il tuo Futuro

CORRI… LEGGERO COME UN PENSIERO
Corri, solamente il vento tra i capelli a farti compagnia
sulle note pulsanti dei tuoi passi che risuonano sull’asfalto.
Non ti fermi il dolore…
Corri, il cuore che sembra ingrossarsi ad ogni metro percorso
mentre il polso accellera i suoi battiti
e gli occhi si inumidiscono di aria ed emozioni.
Non ti manchi il respiro…
Corri, mentre ti illumini di luce
spargendo desiderio come una fragranza.
Non ti spaventi la notte…
Corri, INDOMATO,
verso il SOGNO,
incontro alla META PIU’ DESIDERATA.
CORRI LEGGERO… COME UN PENSIERO.

mentre la musica ti accompagna cosi

Pubblicità Progresso “dove”?

Non amo decisamente commentare le notizie quotidiane dei media…

Non guardo telegiornali mentre sto a tavola, preferisco parlare con la persona che ho davanti, e mi informo attraverso la rete perchè nel mucchio ho la sensazione di riuscire a reperire notizie meno storpiate e certamente depurate dal vittimismo costante che si vuol far trasparire dai TG italiani.

Ma questa la devo proprio dire.

TUTTA ‘STA COSA DEL FERTILITY DAY HA BELLAMENTE ROTTO LE SCATOLE.

NON DOVREBBE ESSERE UNA TRA LE COSE PIU’ PRIVATE, PERSONALI, DELICATE CHE ABBIAMO COME ESSERI UMANI?

Giustamente in Italia la mettiamo in piazza come fosse uno show. OVVIAMENTE.

Io vi auguro GIOIA, FELICITA’, FIGLI SE NE VOLETE O NE AVETE e soprattutto, ma non meno importante, TUTTA LA LIBERTA’ DI SCEGLIERE E GESTIRE LA VOSTRA VITA SENZA SENTIRVI VEICOLATI DA QUESTE ASSURDE PUBBLICITA’ “PROGRESSO” (e poi, progresso dove!?!).

Spero perdonerete questa mia uscita un po’ alterata dagli schemi del blog, ma quando ce vò, ce vò!

SI, VIAGGIARE.

VIAGGIARE PER ALLARGARE GLI ORIZZONTI, QUANTO È VERO, tanto quanto i panorami che ci si trova davanti agli occhi durante il viaggio, INFINITI.

BELLISSIMO VIAGGIARE.

Proprio per questo anche viaggiare richiede un certo CORAGGIO, per coloro che come ME, come tanti NOI, conoscono solo un minuto pezzo di MONDO, troppo piccolo per definirsi REALISTICO.
L’ignoto, la lingua, le ABITUDINI, possono diventare LIMITI.

L’ETÀ, altro grande paletto, pone nel cuore un TIMORE stupido quanto pesante, che è come la catena al collo del cane di casa.

Pare assurdo in questo mondo di voli low cost, di destinazioni Universo, di conoscenza globale, sentirsi inadeguati a viaggiare ma QUELLO CHE SCORGIAMO CON GLI OCCHI DELLA RETE SEMBRA SEMPRE PIÙ LONTANO DALLA MANO TESA ed è, a modo suo, il PIÙ GRANDE LIMITE.

Eppure CAPITA. Alle massaie che guardano la TV sommerse dal vapore caldo del ferro da stiro, agli uomini che al bar parlano dell’annuncio scovato sul giornalino gratuito delle auto usate “Tenuta benissimo, 100000 km, OCCASIONE”, agli adolescenti che sognano futuri non così lontani, a tutte quelle PERSONE che DAL PAESE, DALLE PERIFERIE, dall’ANONIMO PUNTO DI QUELLA ENORME CITTÀ si fanno vincere dall’INSICUREZZA DELL’IGNOTO, dall’INADEGUATEZZA nascosta nell’angolo buio della dispensa riempita di marmellate fatte in casa. 

L’ITALIA è anche questo, paese del MONDO tecnologia alla mano e PASSATO seduto di fianco alla porta di casa.

Bisognerebbe formarsi fin da BAMBINI a NON AVERE PAURA DI NULLA, a SFIDARE L’IMPOSSIBILE. Perché poi quando con le prime RUGHE si inizia a sentire sulle spalle il peso della propria vita il cuore cede sempre più spazio alla PAURA DELL’IGNOTO.

Quindi SI, VIAGGIARE, VIAGGIARE con nello sguardo lo stupore di un bambino, VIAGGIARE senza pensare a DOMANI, VIAGGIARE per ALLARGARE IL CUORE E GLI ORIZZONTI, per non far vincere la droga della quotidianità.
SFIDANDO I PROPRI LIMITI, A QUALSIASI ETÀ.

PERCHÉ NON ESISTE UN’ETÀ LIMITE PER SENTIRSI LIBERI.