Sali e andiamo al mare

La cosa peggiore è non potere indossare un pezzo del tuo dolore, non dico tutto ma un po’, perché in due qualsiasi peso è comunque più leggero.

E tra me e me mi domando di quale colpa ci siamo macchiate nelle precedenti vite da doverle espiare in ogni singolo sospiro…

Vorrei arrivare davanti a casa e dirti Sali e andiamo al mare.
E sfrecciare via nel vento,
senza ancore, senza limiti.

Ma poi la vita va avanti e in quella spiaggia, anche quest’anno, non andremo più.

E mentre il tuo animo teso, lucido, veste abiti sfilacciati dal peso dei pensieri,
lentamente le crepe iniziano ad aprirsi anche sulla mia facciata.

Brutta cosa il Tempo, quel despota barbuto
che senza fretta colma tutte le distanze
.

Voglio provare a fermare quell’onnipresente pazzo,
devo riuscirci,
ed arrivare all’improvviso per dirti Sali e andiamo al mare
in una giornata di primavera,
sfrecciando come il vento sull’acqua,
senza ancore, senza limiti.

Riposa intanto il tuo animo complesso,
con le meningi ribelli che scintillano al pari di girandole,
sei un pezzo grande del mio cuore Donna,
e sono sempre lì per te,
nascosta nella tua ombra,
tra le parole dette e non dette,
anche quando non mi vedi.

Ti amo
MAMMA

Una margherita nel vento

margherita

Vento che soffi forte
tra le fronde e
sotto il sole
portami con te.
Strappa il sospiro dal mio petto,
disperdilo nell’aria come polvere di baci.
Scuotimi
e per una carezza selvaggia
divento margherita.
Sollevami.
Disegna un giaciglio di correnti,
con una foglia libera dal ramo a farmi da cuscino,
corriamo veloci come ombre lungo la pianura.

E portami con te,
mescolata alle nuvole.

Portami via.

Nella PACE del mare…

​Alla fine della TERRA si mostrò il MARE,

accomodato tra le braccia di bianche case

avvizzite di salsedine,

e macchia mediterranea a fargli da cuscino.

Trama di vestito che scorre tra le dita come sabbia,

Si alzò il vento a trasportarne il profumo

Umido e salato.

E fu SONNO.

E fu PACE.

Notte d’argento

La magia della notte ha qualcosa di insensato

Aggiungici la luna che si specchia sul mare

E il tempo reale si ferma 

In questo argento coricato sul nero.

Sfumatura delicata tra umiltà e saggezza 

Viva come campanelli dentro una risata

Si riflette negli occhi dilatati

E accompagna il silenzioso rumore delle notti d’estate.

Questa mia Riviera

È una prerogativa della Romagna, in poco tempo si passa dall’ombra dei colli alla sabbia bollente sotto i piedi.
Bella, questa mia terra ricca di sensazioni, capace di estrarre dal cappello stinto colombe e fiori.

Al mare venivo da bimba, tutti gli anni, e come tanti rimanevo l’intero mese di giugno, quando il sole non era troppo caldo. Ero con la mia nonna quercia, che mi ricopriva d’amido prima di portarmi alla luce per evitare l’eritema… Lì per lì più che una bambina sembravo un fantasma senza denti ma la salsedine, l’acqua e il sole riportavano i giusti colori, e gli equilibri, mentre correvo, ridevo, ballavo nella battigia della mia terra, del mio mare… 

Ricordi di lunghe sfide sulla sabbia, biglie di vetro tra le dita e bambini impanati, di cui si riconoscevano solo gli occhi e i denti.

Non torno spesso al mare, non sono di quelle persone che trovano indispensabile rigirarsi al sole come lucertole lucide di crema, ma quando vengo rivivo, nella mia Riviera…

Ritrovo la sabbia bianca, il vento che muove gli abiti appesi e accarezza la pelle nel primo pomeriggio, il leggero sudore subito asciugato dal sole, il brivido freddo appena entrata in acqua e la sua carezza mentre ne muovo le masse… 

Ritrovo i castelli con le guglie di sabbia bagnata filtrate tra piccole dita, le gocce tra i capelli e l’acqua trasparente (perché è trasparente) contro la sabbia scura nella mattina…

Cambiano i tempi, le ore, i minuti, diventiamo grandi, ma della MIA riviera il CUORE è sempre lo stesso, gli ombrelloni sventolanti, il cielo azzurro, i lettini impolverati di sabbia, il gelato nel pomeriggio, le urla dei venditori di cocco, il sapore di sale e il brillare degli occhi e dei denti dei bambini…

Lo spirito di questa Terra e del mio Mare non cambiano e questo ogni volta mi scalda le ossa e l’animo più del sole nel pomeriggio più pieno.

Come dire…. EVVIVA LA ROMAGNA!