Tra le crepe dei miei ricordi

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Percorro strade guidata dalle foto della mia memoria

nella testa rimbalzano immagini

di campi generosi di sola fatica nelle mani macchiate dal tempo

e sorrisi sbilenchi tra fondi di bottiglia azzurri e gocce di sudore.

SONO MILLE VOLTE GRATA DEL MIO SPIRITO CHE ANCORA ODORA DI TERRA

come quando da bambina

tra quei prati

allungavo le mani a raccogliere albicocche

per tornare nell’aia con il volto impiastricciato

e occhi vivi come un grillo nell’estate.

Tra il gracidare sordo delle raganelle e il vibrare del vento sulle canne dello stagno

in quelle pareti ho lasciato i miei anni d’infanzia.

Rimbomba vuoto nella testa il rumore del tempo,

si sdoppia la vista tra l’adesso e il passato

nel ritrovarli RUDERI.

E I RICORDI IN BOCCA HANNO IL SAPORE AGRODOLCE DELLE COSE PERDUTE.

La Carta della Libertà Individuale

Sui quotidiani oggi leggo che un imprenditore americano ha acquistato per una cifra record (strano 😉 !) una delle pochissime copie, e forse la più preziosa, della Magna Charta, datata 1297.

Durante i miei anni scolastici ovviamente un accenno a questo documento c’è stato, accenno appunto, dato il percorso tecnico della mia formazione. Solo oggi, umilmente lo ammetto, prendo in considerazione l’argomento.

La Magna Charta rappresenta il primo documento fondamentale per la concessione dei diritti dei cittadini. E’ stata scritta in un’epoca strana, di chiusure estreme e aperture illuminate.

Parla di libertà in un tempo dove un singolo sovrano governava tutto un singolo mondo. E gli abitanti non erano cittadini almeno quanto le formiche non lo sono nella terra mista dell’aia.

Copio tal quale da wikipedia….

“Tra i suoi articoli ricordiamo:

  • il divieto per il Sovrano di imporre nuove tasse senza il previo consenso del Parlamento,
  • la garanzia per tutti gli uomini di non poter essere imprigionati senza prima aver sostenuto un regolare processo (principio del “habeas corpus integrum”),
  • la riduzione del potere arbitrario del Re in termini di arresto preventivo e detenzione.

Leggere e riflettere su questa carta che parla di un diritto non incarcerato, di un libertà senza catene, seppure allora tutto questo non fosse altro che una piccola fiaccola e non il grande fuoco che divampa ora mi ha illuminato la giornata.

Nel XXI secolo il libero pensiero è stato raggiunto e spesso superato. Non riesco ad immaginare una vita cadenzata da obblighi talmente potenti da condizionarmi. C’è il mondo in cui muovermi a cavallo delle leggi.

Allora l’unica terra conosciuta era quella del padrone.

In un Allora così come lo immagino, una Magna Charta con limiti al potere del singolo in favore della garanzia di un processo, credo fosse un evento raro ancor più di un eclissi di sole.

Perdonate le possibili imperfezioni storiche, ma in quella carta vedo una porta nel futuro.